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4 - 18/03/2016
Intervista alla scrittrice Erika Petrossi

In uscita il 21 marzo per NETTarg Editore la silloge poetico-letteraria “La Meridiana sull’Anima” di Cosimo Dino-Guida, completata con “Quattordici Componimenti” della esordiente scrittrice romana.

ERIKA, studentessa di medicina, studentessa attrice e presentatrice di eventi, e ora all’esordio come poetessa…. Lo si potrebbe definire un molteplice percorso all’insegna della multiformità, vuoi darci un tuo approfondimento?
Sin da quando ero bambina alla fatidica domanda “Cosa vorresti fare da grande?” rispondevo con grande entusiasmo “Il medico”, perché in me è sempre albergato il bisogno di scoprire gli esseri umani, conoscerne il corpo, la mente ed il pensiero, svelarne l’enorme mistero che li avvolge indagandone la vita con delicato rispetto e offrire una sensibilità che non sempre la vita concede, un aiuto, una cura ed una guarigione che non è mai solo dalla malattia. Per questo la scelta della facoltà di Medicina, per guardare alle persone come entità uniche e irripetibili e non come pazienti a cui affibbiare una diagnosi, un numero, piuttosto una storia, una storia che racconta il loro “qui ed ora” e che ci suggerisca la strada da percorrere insieme per un ritorno all’equilibrio. E credo che questa mia visione clinica che non prescinde dall’interiorità ,anzi la coinvolge come parte integrante di un discorso individuale a cui da medici siamo tenuti a guardare, comprendere, accogliere e prenderci cura, sia la stessa radice da cui parte tutto il resto, da cui origina anche la mia poesia, da dentro di me, dalla mia interiorità ,il luogo in cui ho sempre guardato, il luogo in cui tante volte mi sono rifugiata, il luogo in cui ho abitato con la finestra sempre aperta sul mondo, il luogo da cui sono addirittura fuggita per farvi perenne ritorno, ed è in quel luogo che ho conosciuto la vera me, attraverso un imperituro dialogo e sguardo introspettivo che ha come fine una conoscenza che non avrà mai fine ma che può quantomeno permettere di intraprendere un percorso per tentare di comprendere gli altri e attraverso la poesia suggerire agli altri di fare lo stesso, di guardarsi dentro, di cercarsi e trovarsi, sempre . Il teatro è come la vita. È un altro percorso atto a permettere la conoscenza individuale, del corpo e dell’anima, ed è proprio imparando a muovere il corpo nello spazio, a sentire il terreno con i piedi nudi, aumentando via via la percezione di noi stessi, scendendo in profondità nelle emozioni, liberandole, comprendendole, accogliendole senza paura, totalmente. È solo conoscendo il nostro personaggio reale, il nostro Io, con cura, che possiamo intraprendere un percorso di interpretazione di “altri da te” attraverso te stesso. La presentatrice di eventi letterari è stato un paragrafo proposto da una cara amica e che ho accettato di buon grado visto il mio amore per la scrittura e per i libri e che mi ha permesso di conoscere tante belle persone e interessarmi a molti argomenti vicini o lontani da me.
Sta per uscire una silloge che comprende tue poesie. Come sei arrivata alla pubblicazione? É stato difficile?
È stata un’incredibile sorpresa per me! Non avevo infatti mai pensato ad una pubblicazione, scrivevo per me stessa, mi raccontavo le mie giornate o ne inventavo delle altre, girovagavo nei miei sogni imprimendoli sulla carta, mi osservavo dentro, mi conoscevo meglio, conoscevo gli altri e il mondo. Un giorno poi conobbi Cosimo Dino-Guida durante la presentazione di un suo libro, o meglio c’ero proprio io a presentare l’evento e ritrovai in lui qualcosa di molto familiare, probabilmente proprio questo mi ha dato il coraggio, poco tempo dopo, a seguito della lettura di un annuncio della sua casa editrice che recitava la possibilità di sottoporre ad osservazione i propri componimenti inediti, di inviarne alcuni dei miei. Fu proprio Cosimo a contattarmi, stupito dal fatto che scrivessi, non avevo fatto parola con lui di questo, e veramente entusiasta del mio lavoro. Mi propose di accompagnare il suo libro, che era già pronto per andare in stampa, con una mia silloge di poesie, provai una gioia immensa, inaspettata, e chiaramente risposi con esisto positivo. Da quel momento la preparazione delle bozze e tutto il materiale che mi riguardava dovevano essere pronti in tempi molto brevi e questo per dire che ancora totalmente non realizzo, fino a poche settimane fa le mie poesie erano sparse per la mia stanza su fogli di fortuna, raccolte in quaderni per nulla ordinati e oggi alcune di loro vivono già nella copia zero de La Meridiana sull’Anima, veramente incredibile tutto ciò. E va a Cosimo Dino-Guida il profondo ringraziamento per aver creduto in me e per aver reso possibile questo momento.
Erika, la tua poesia… Fai un selfie “autocritico”. Da dove nasce la tua ispirazione e cosa vorresti trasmettere a chi ti legge?
La mia poesia sono io. Non è facile mostrarsi per ciò che si è veramente nella società di oggi, dove le apparenze confondono e le persone preferiscono vestirsi di simulazione piuttosto che di sé. La mia scrittura nasce molto tempo fa, da un bisogno naturale di fissare su carta degli attimi di vita per farli vivere per sempre, per generare interrogativi profondi, per cercare risposte sommerse sotto l’abitudinarietà della vita e vederle riemergere guizzanti sopra il tratto di una penna nera, per dare un colore ai ricordi e custodirci dentro un’emozione, per dare libero sfogo ad un’immaginazione che proprio non riesce a starsene rannicchiata dentro una scatola, per dare voce all’anima. L’ispirazione a cui mi affido nasce d’improvviso, di volta in volta, può essere un’immagine densa di bellezza che mi cattura e dalla quale parto viaggiando dentro di me e raggiungendo luoghi inaspettati, a volte non ha nome nè volto semplicemente la sento esplodere e sulla carta la vedo nascere, prendere forma e mi lascio sorprendere, a volte è una strada già percorsa, altre volte mai vista eppure così familiare. Penso che la poesia ci permetta di vivere in contatto con noi stessi, frugando nei luoghi della propria anima e illuminandoli, con delicatezza e senza pretese. Non penso ci sia molta differenza tra chi la fa, la poesia, e chi la legge, in quel momento si crea un legame, un’affinità, una forma di dialogo che senza bisogno di spiegazioni arriva così com’è, puro, e se il lettore decide di lasciarsi attraversare e toccare dalla poesia, se può viverne in prima persona l’emozione, tornare all’infanzia, rivivere un sogno, andare lontano nel mondo e dentro se stesso, allora quella poesia scritta da un altro diventa la sua, e il poeta e il lettore due buoni amici, mai conosciuti, che si conoscono da sempre. Questo vorrei.



Stiamo parlando di...
Erika
Petrossi
Nata a Roma il 9 luglio 1988, consegue la maturità classica presso il liceo Marco Tullio Cicerone e attualmente studia Medicina e Chirurgia presso l’Università degli Studi di Roma Tor Vergata.
Studia teatro e recitazione presso la Scuola Sociale di Teatro, Officine Dagoruk.
La sua più grande passione sin da bambina erano i libri da cui veniva letteralmente rapita e nella scrittura, alla quale si avvicina molto giovane, scopre un amore che non lascerà più.

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